Archeologia

Tracce dal passato: reperti e segreti sepolti

Agli albori del XX secolo, l’archeologo Paolo Orsi intraprese le prime ricerche sistematiche a Sant’Angelo Muxaro, un sito già noto per il fortuito ritrovamento di quattro preziose patere auree.

L’Orsi intuì subito la straordinaria importanza del sito, in particolare per l’architettura peculiare di alcune tombe, caratterizzate da una pianta circolare e un alzato ogivale, che egli stesso definì “a tholos”, stabilendo un inedito collegamento con i modelli architettonici micenei.

Agli albori del XX secolo, l’archeologo Paolo Orsi intraprese le prime ricerche sistematiche a Sant’Angelo Muxaro, un sito già noto per il fortuito ritrovamento di quattro preziose patere auree.

L’Orsi intuì subito la straordinaria importanza del sito, in particolare per l’architettura peculiare di alcune tombe, caratterizzate da una pianta circolare e un alzato ogivale, che egli stesso definì “a tholos”, stabilendo un inedito collegamento con i modelli architettonici micenei.

 Veduta del Colle di Sant’Angelo Muxaro; Paolo Orsi nel 1931 davanti all’ingresso della Tomba IV.

Le successive campagne di scavo nella necropoli situata sul pendio meridionale del colle hanno rivelato un complesso sistema di tombe scavate nel banco di roccia gessosa, contenenti ognuna molte sepolture stratificate databili dal XIII alla fine del VI sec. a.C.

Veduta delle tombe monumentali del versante meridionale del colle.

Tra le tombe più imponenti spiccano la cosiddetta “Tomba del Principe” o Grotta di Sant’Angelo, e le tombe II, IV e VI. Queste tombe monumentali, utilizzate per diverse generazioni, restituirono ricchi corredi funerari composti da vasi, coppe, brocche e oggetti di ornamento personale in bronzo, come fibule, pendagli e collane.

Dalla tomba VI proviene il famoso anello aureo con il lupo inciso nel castone, ancora inserito nel dito del defunto.

Interno della Sala 1 della Tomba del Principe.

Anforetta a superficie nerastre e decorazioni incise. IX-VIII sec. a.C.

Recenti campagne di scavo hanno portato alla scoperta di un centinaio di tombe, utilizzate per molte generazioni fra il XII e il VI secolo a.C., che hanno restituito una grande quantità di reperti, vasi per contenere liquidi e alimenti e oggetti di ornamento personale, in bronzo e argento.

Il complesso degli ori di Sant’Angelo Muxaro, costituito dai due anelli a castone decorato, le quattro patere auree (di cui solo una superstite), vari anelli a fascetta semplice e piccoli monili, rimane un unicum nella Sicilia arcaica, sia per quantità che qualità degli oggetti rinvenuti.

Recenti campagne di scavo hanno portato alla scoperta di un centinaio di tombe, utilizzate per molte generazioni fra il XII e il VI secolo a.C., che hanno restituito una grande quantità di reperti, vasi per contenere liquidi e alimenti e oggetti di ornamento personale, in bronzo e argento.

Il complesso degli ori di Sant’Angelo Muxaro, costituito dai due anelli a castone decorato, le quattro patere auree (di cui solo una superstite), vari anelli a fascetta semplice e piccoli monili, rimane un unicum nella Sicilia arcaica, sia per quantità che qualità degli oggetti rinvenuti.

Anforetta a superficie nerastre e decorazioni incise. IX-VIII sec. a.C.

Reperti
ritrovati

Anello d’oro con vacca e vitellino ad incisione, VI sec. a.C.
Anello d’oro con lupo ad incisione, VI sec. a.C.
Patera d’oro, con sei buoi a rilievo, VII-VI sec. a.C.
Vaso globulare su alto piede. XI-IX sec. a.C.
Spada in bronzo, tipo Thapsos-Pertosa. XIV-XIII sec. a.C.
Coppa su alto piede a superficie rossa. X-IX sec. a.C.
Collana con accettine miniaturistiche in bronzo. IX-VIII sec. a.C.
Anfora ad anse cuspidate. XI-IX sec. a.C.