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Tra mito e storia

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Contatti e info aperture

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Il Museo Archeologico di Sant’Angelo Muxaro (MuSAM) è nato dalla collaborazione fra il Comune di Sant’Angelo Muxaro e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento.

Sant’Angelo Muxaro è un sito di primo piano non solo per la ricchezza dei rinvenimenti archeologici, ma anche per un complesso patrimonio di miti e leggende che vedono al centro la mitica reggia di Kamicos e il re indigeno Kokalos.

Il Museo Archeologico di Sant’Angelo Muxaro (MuSAM) è nato dalla collaborazione fra il Comune di Sant’Angelo Muxaro e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento.

Sant’Angelo Muxaro è un sito di primo piano non solo per la ricchezza dei rinvenimenti archeologici, ma anche per un complesso patrimonio di miti e leggende che vedono al centro la mitica reggia di Kamicos e il re indigeno Kokalos.

 Torre dell’Orologio (prima sede del Municipio), oggi Biblioteca Comunale.

 L’Ottocentesco Palazzo Arnone, sede del Museo Archeologico.

Ospitato nell’Ottocentesco Palazzo Arnone, il MuSAM si sviluppa su tre piani, con un percorso espositivo che illustra gli aspetti salienti del territorio, dalla sua formazione geologica ai numerosi reperti archeologici provenienti da scavi e rinvenimenti recenti. I reperti degli scavi della prima metà del secolo scorso sono custoditi al Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa e, in misura minore, al Museo archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento.

L’allestimento, improntato all’ecosostenibilità con l’uso di materiali riciclati, racconta la storia del territorio, dalle principali risorse naturali che ne hanno determinato in passato la ricchezza, in primo luogo il sale, lo zolfo e il gesso, e la storia dell’Uomo, dalle prime comunità preistoriche alle borgate medievali.

Ospitato nell’Ottocentesco Palazzo Arnone, il MuSAM si sviluppa su tre piani, con un percorso espositivo che illustra gli aspetti salienti del territorio, dalla sua formazione geologica ai numerosi reperti archeologici provenienti da scavi e rinvenimenti recenti. I reperti degli scavi della prima metà del secolo scorso sono custoditi al Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa e, in misura minore, al Museo archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento.

L’allestimento, improntato all’ecosostenibilità con l’uso di materiali riciclati, racconta la storia del territorio, dalle principali risorse naturali che ne hanno determinato in passato la ricchezza, in primo luogo il sale, lo zolfo e il gesso, e la storia dell’Uomo, dalle prime comunità preistoriche alle borgate medievali.

 L’Ottocentesco Palazzo Arnone, sede del Museo Archeologico.

Perché Sant’Angelo Muxaro è un luogo di grande importanza storica?

Il territorio di Sant’Angelo Muxaro si configura come un crocevia fondamentale nella protostoria e nell’età del ferro siciliane, custode di un notevole patrimonio archeologico.

La presenza di reperti d’oro di straordinaria fattura, come le patere e gli anelli, testimonia la ricchezza e il ruolo centrale del sito. Le campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza hanno portato alla luce importanti testimonianze, arricchendo la conoscenza di un’area che ha giocato un ruolo determinante negli antichi equilibri dell’isola.

Il MuSAM si propone di raccontare questa ricchezza, partendo dalle peculiarità geologiche del territorio fino alle intricate vicende storiche che lo hanno plasmato, offrendo al visitatore una visione completa e affascinante della sua evoluzione nel tempo.

Come si lega questa terra alle antiche leggende?

La Sikania, definita da Erodoto come la “regione nei pressi di Akragas”, è legata a narrazioni mitiche con al centro le vicende del re cretese Minosse e del re sicano Kokalos.

Lo storico Diodoro Siculo racconta che Kokalos offrì rifugio a Dedalo, scappato grazie alle celebri ali di cera dal labirinto di Cnosso, dove era stato imprigionato dal re cretese Minosse. In segno di gratitudine, Dedalo costruì la reggia di Kamicos, sulla cima di un colle scosceso, praticamente inespugnabile, dove Kokalos trasferì il ricco tesoro accumulato durante il suo regno.

Il frequente ritrovamento di manufatti egei in Sicilia testimonia significativi rapporti tra l’Oriente Mediterraneo e l’Isola, conferendo al mito di Dedalo e Minosse, tramandatoci dalle fonti letterarie, anche il supporto delle fonti archeologiche.

L’identificazione di Sant’Angelo Muxaro con l’antica Kamikos conferisce al sito una dimensione mitica e lo lega indissolubilmente a queste antiche narrazioni, arricchendone il fascino e la sua importanza culturale.

Come si lega questa terra alle antiche leggende?

La Sikania, definita da Erodoto come la “regione nei pressi di Akragas”, è legata a narrazioni mitiche con al centro le vicende del re cretese Minosse e del re sicano Kokalos.

Lo storico Diodoro Siculo racconta che Kokalos offrì rifugio a Dedalo, scappato grazie alle celebri ali di cera dal labirinto di Cnosso, dove era stato imprigionato dal re cretese Minosse. In segno di gratitudine, Dedalo costruì la reggia di Kamicos, sulla cima di un colle scosceso, praticamente inespugnabile, dove Kokalos trasferì il ricco tesoro accumulato durante il suo regno.

Il frequente ritrovamento di manufatti egei in Sicilia testimonia significativi rapporti tra l’Oriente Mediterraneo e l’Isola, conferendo al mito di Dedalo e Minosse, tramandatoci dalle fonti letterarie, anche il supporto delle fonti archeologiche.

L’identificazione di Sant’Angelo Muxaro con l’antica Kamikos conferisce al sito una dimensione mitica e lo lega indissolubilmente a queste antiche narrazioni, arricchendone il fascino e la sua importanza culturale.